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Le case di San Secondo

EX PIAZZALE DELLA STAZIONE

  (Viale Matteotti)

 

La denominazione “non ufficiale “ di Piazza della stazione, deriva dal fatto che sino agli anni 30 vi era la stazione della tranvia con annessa biglietteria, scalo merci, deposito biciclette ed un deposito per le carrozze tranviarie.

Capo stazione fu un certo Asthom, di origine tedesca, poi Tracossi di Busseto; addetto allo scalo merci era Caio Rainieri (1879-1951,Caio dla Cinòn) con l’aiuto della figlia Maria (La Capessa). Addetti alla manutenzione della linea erano Sani Ennio (1896-1966; al Barbon), Longari, Bernardini. Negli anni 40 fu eliminato il tram e la vecchia biglietteria utilizzata come bottega dal falegname Remo Allegri.

La linea tranviaria proveniva da Parma percorrendo Via partigiani d’Italia sul lato sud, attraversava l’incrocio ed arrivava alla stazione, proseguiva verso nord svoltando poi in via vitali Mazza arrivando in P. martiri della Libertà (Piazza dell’ospedale) poi girava a nord dopo la locanda Maggiore e proseguiva verso Zibello.

 

Ranieri Caio

Ranieri Maria

Sani Ennio

 

La strada che conduceva a Parma negli anni '20, sulla destra si vedono i binari del tranvai.

A sinistra la demolita  Cà d'Batajon, quest'area ora occupato dal  quartiere Bocchia

Sullo sfondo il viale del cimitero con le prime arcate costruite.

 

 

Parma - Stazione del Tram, cartolina illustrata, litografia, 1893 ca.,
Parma, F.lli Bocchialini, 10x15 cm
(BPPr, Collezione Micheli-Mariotti, unv n. 150

 

N.56 - Il piano terra dell’edificio è sempre stato utilizzato come locale pubblico all’insegna di “Caffè della stazione”

Anteguerra gestito dalla famiglia Stringhini di origine Cremonese, che possedeva anche il fabbricato attiguo.

Nel dopoguerra dopo alcuni anni di chiusura fu acquistato da Maghenzani Cav. Guido e Poli Oreste e donato alla parrocchia.

Altri gestori del bar furono: Piazza Eliseo,  Acerbi Dielmino(1906-1979)-Quarantelli Emilia(1911-1999), Giulio Dallaturca(1926-2000)-Mangora Anna, Pepillo Antonio. Attualmente è gestito dalla famiglia Mazza.

Negli anni 90 il fabbricato fu soggetto a radicale restauro e con la costruzione dell'adiacente  palestra in via Repubblica.

Dallaturca Giulio

Acerbi Dielmino

Quarantelli Emilia