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Le case di San Secondo

Via Garibaldi

N.42/50 - Posto ad angolo con piazza Garibaldi 7. Negli anni venti, il negozio ai numeri 42 e 44 era occupato dalla macelleria di carni bovine da  Luigi (Vigino) Devodier (1902-1937), poi da Mario Bertolazzi ed in seguito da Valentno Bolsi. Il locale al 46, fu utilizzato per il commercio di tessuti di Ugo Raffaini, poi Miraglia Giuseppe colla moglie Sanelli Noemi. Al n.50 vi era la  barberia di Antonio (Tonino) Maccaferri (1900-1980), successivamente di Giuseppe Porta  (1928-1962,Al Biond), morto prematuramente investito da un'auto, poi da Malanca Giuseppe.  Il primo piano ospitò lo studio medico del Dr. Aldo Laguardia, molto stimato e conosciuto anche negli ambienti calcistici locali; sotto la sua Presidenza la squadra di calcio locale arrivò a giocare in serie D. Gli succedette poi il Dr. Armando Baldini (1953-2005); entrambi morirono prematuramente. Fu occupato, inoltre, dal fotografo Zambini, dalla Agenzia del Lloyd Adriatico, dalla parrucchiera 'Bruna'e dallo studio tecnico del Geom. Zardi Massimo. Attualmente i n.42/44 sono occupati dal Caffè Centrale, il 46 è l'ingresso ai piani superiori e ai 48, 50 vi è la "Confetteria Armony di Dallaturca Silvana".

Devodier Luigi

Maccaferri Antonio

Giuseppe Porta

Dott. Aldo Laguardia

Dott.Armando Baldini

 

N.52

Appartenne alla famiglia Devodier Giuseppe (1906-1984-Pepino) con la moglie Soncini Leide(1914-1994), personaggio molto conosciuto, esperto norcino e di vecchia famiglia sansecondina, che nel negozio vi gestì una drogheria e rivendita salumi (la madre Muzzarini Clotilde(1882-1964), col secondo marito Cugini Tranquillo(1888-1955) e il figlio Lodovico' (Vico) avevano la stessa attività al n. 92 di Via Garibaldi). Non era raro vedere dalla strada, penzolare salumi in stagionatura dal soffitto delle stanze del secondo piano.

Dagli anni '60 in poi il negozio fu gestito per alcuni anni dalla famiglia Carrara/Lavezzini, dopo di che il fabbricato è sempre rimasto disabitato. Cambiata la proprietà  nel 2006  fu iniziata la ristrutturazione.

"Saluti da San Secondo" pago 68

Devodier Giuseppe

Soncini Leide

Cugini Tranquillo

Muzzarini Clotilde

 

N.54, 56, 58 -Sin dall'inizio del secolo, il fabbricato appartenne alla famiglia Scaramuzza, che vi gestiva un negozio di ferramenta. Negli anni '20 passò in eredità alla figlia Giuseppina(1887-1950), coniugata Maffei che ebbe due figli, Pier Italo che morì ventenne e Angiol Bruna che, negli anni '50, cedette l'edificio alla famiglia Ferri Afro(1917-1996) Paroni Lina che continuò il commercio di ferramenta sino agli '80.  Alla fine del 2000 l'edificio cambiò proprietari che lo  fecero  ristrutturare. Attualmente sotto i portici si aprono le vetrine di "Mida Gioielli".

Maffei Pier Italo

Ferri Afro

 

 

N.47, 49, 51L'edificio, sin dall'anteguerra, appartenne alla famiglia fratelli Mattei Goffredo (1887-1965 -Cecèn) e Roberto (1891-1969 -Nigrèn); attualmente ne è proprietaria Mattei Aurelia che, recentemente, ha provveduto a far eseguire un'accurata ristrutturazione. Il negozio al n. 47, negli anni '30 fu occupato dal cappellaio e ombrellaio Ferrari Dino (nonno di Dante Fornesi), quindi dalla vendita di filati dei coniugi Zamboni Antonietta(1910-1971)-Tassi Massimino (1913-1988;Soemo), proseguita poi dai coniugi Azzolini Luigi- Caporali Ebe. Da alcuni anni è occupato dal promotore finanziario Rainieri Tullio.

Nel negozio al n.51 vi era il forno e la vendita di pane e pasta gestiti dagli stessi proprietari F.lli Mattei. La medesima attività passò poi ai F.lli Pattini (tra cui Giuseppe, fondatore dell'IDP Srl), quindi a Percalli Guido e infine a Copelli Celso e Ernesto. Per alcuni anni fu occupato anche dall'Agenzia della SIAE, poi dalla "Casa della Lana", ora c'è la merceria Milù.

All'interno del n. 49, attualmente hanno sede alcuni uffici.

Mattei Roberto

Mattei Goffredo

Tassi Massimino

Zamboni Antonietta

Pattini Giuseppe

 

 

N.53-55-57 Il fabbricato, all'inizio del secolo, appartenne a Luigi Maghenzani, commerciante di formaggi residente al Pizzo. Fu acquistato negli anni '40 da Mangora Giuseppe­(Pepèn) che lo ristrutturò aprendo un loggiato al primo  piano. Attualmente è di proprietà del figlio Antonio (Nino)

Negli anni '20 fu sede della "Cappelleria Castaldini Luigi", quindi dal calzolaio Fragni Aldo (Pipeto); un’altra  bottega era adibita alla vendita di frutta e verdura da Galli Annetta (La Netta), col figlio Tatur e  il marito Carlo, che esercitava l'attività di barbiere  nell'attiguo negozio.

Con la ristrutturazione, i locali furono unificati e vi si trasferì la Filiale della Cassa di Risparmio di Parma che i vi rimase sino al 1976, sotto la direzione  del Cav. Gandini  Luigi, vice Armando Piazza.

Fu poi aperto un negozio di generi alimentari  gestito dai F.lli Pizzi Vivetta e Sandro. Successivamente negli anni '80, si insediò la Pizzeria-trattoria di Marotta Vito che fu poi ceduta all'attuale "Trattoria La Corte" di Cavalli Filippo.  Negli appartamenti abitarono, oltre alla famiglia Gandini, le famiglie Fietta Mario (Suta), Oddi Giovanni (Nino), Menozzi Nazzario, e "A/ Sgnech

 

N.59, 61, 63

Appartenne all famiglia Piazza Sostene - Boni Virginia; fu poi venduto ai coniugi Galli Eliseo - Gazza Lina. Negli anni '20 fu sede, nella parte interna, della Tipografia Piazza ed al n. 63 della Farmacia Piazza, ceduta poi alla morte del Dr. Sostene. Nel negozio fu aperta una drogheria col "banco d'assaggio" degli alcolici, condotta per un po' dalla stessa famiglia, poi ceduta a Chiappero Elena(1897-1966). Tale attività sarà poi continuata per alcuni anni dalla famiglia Galli, nuova proprietaria dell'immobile. Quindi vi fu aperto un  negozio d'abbigliamento sportivo. Vi abitarono anche la famiglia del falegname Chiappero Armando, esponende della banda musicale del paese, Panizza Laura (1909-1973,Levrina) e Remo Pruzzi (1922-2002) falegname e sagrestano sino agli anni 90. Il negozio al numero 59 fu occupato negli anni 20, dalla profumeria di Maccaferri Giulia e Paolina, dal barbiere Carlo Galli (Carlen), poi dall'orefice Pietro Alfieri. Negli anni 70 succedettero con la stessa attività Fornaciari Francesco, poi la signora Rubicone, ora vi è una profumeria.

Chiappero Elena

Panizza Laura

Remo Pruzzi