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Silvio Baglioni
 

                                                               

 

Primo Mareschiallo Incursore, Medaglia d'ardento al valore.

S.Secondo  1966 - Bolzano -Sassolungo 2-8-2013.

 

 

 

 

 

SAN SECONDO-PARMA

La frazione di Pizzo di San Secondo ha salutato il "suo" Silvio stamattina, nella chiesa parrocchiale,
dove ha concelebrato il funerale anche Padre Vincenzo, cappellano della Folgore, insieme a Don Alberto e don Carlo, i due sacerdoti che seguono le chiese della zona. Tutto il paese, con il Sindaco di San Secondo, si è radunato in silenzio sul sagrato della piccola chiesa di campagna dentro la quale giaceva il Feretro del Maresciallo Incursore Paracadutista Silvio Baglioni, avvolto nella bandiera italiana. Sopra,c'era un cuscino con le sue mostrine, il basco, una delle sue tante medaglie e la sciabola da Sottufficiale.
Una foto sul Feretro lo ritrae sorridente, in tenuta alpinistica. Intorno, le corone degli amici, di commilitoni lontani e dei Genieri del Reggimento. La casa dei genitori è a pochi metri. Un plotone di incursori della Folgore , giunti da Livorno, sta in piedi fuori dalla chiesa, in silenzio. Sui loro volti i segni di una commozione intensa, profonda. Alcuni di loro li conosco solo di vista: sulle mimetiche non c'è il nome, se non in pochi casi. Sono la seconda Famiglia di Silvo Baglioni. Fratelli, commilitoni nel senso profondo della parola, che trattengono a stento l'emozione. Poi, in Chiesa, il pianto sommesso e dignitoso della Mamma, scava nei cuori. " Addio Silvio. Come farò senza di Te?". Basterebbe questa frase a raccontare una mattina così struggente.
Già: come si fa a superare la perdita di un Fratello speciale, forte, coraggioso, nobile d'animo, eccellente nel cuore e nella mente
-come lo ha ricordato il generale Bertolini che lo conosceva-?
Nemmeno il Celebrante riesce a convincermi che la Morte lo ha reso libero di volare in alto, "dove Lui cercava di andare con le sue forze".
I volti della mamma e dei Fratelli dicono il contrario; sono morti nel cuore anche loro: gli occhi rossi che hanno finito le lacrime,
la testa china, le spalle curve sotto il peso del dolore. Chi ha perso un Figlio oppure un Fratello sa cosa intendo dire.
Lo sa bene anche il Sottufficiale di Corpo, 1° Maresciallo Luogotenente Incursore Nicola Iannantuoni ,
che ha recitato a nome di tutto il Reggimento la Preghiera del Paracadutista con la voce che si incrinava di tanto in tanto.
Ho visto un incursore, in disparte, asciugarsi le lacrime. Ho visto i muscoli del viso di molti giovani del plotone contrarsi
nervosamente per ricacciare l'emozione.
Padre Vincenzo, che ha portato il cordoglio del Comandante della Folgore, ha esortato gli amici a stare accanto alla Famiglia
perché la perdita è gravissima e non basteranno un mese o un anno per le cicatrici. Il cappellano della Folgore ha ringraziato
la Mamma per avere donato alla comunità un Figlio così generoso e forte, che ha speso la sua vita al servizio dello Stato. Poi,
quasi a bassa voce, ha concluso: "la ringrazio anche per volere accettare il ritorno di Silvio alla Casa del Padre".
Gli Incursori in drappello hanno portato lentamente la Bara verso il cimitero, anch'esso a pochi metri, accompagnati da un
lungo applauso all'uscita della Chiesa. Da lì , Silvio è ripartito per la cremazione. Due commilitoni hanno piegato la Bandiera
che avvolgeva la Bara e l'hanno consegnata al Fratello, mentre la Mamma era accudita da un infermiere perché colta da malore.
Anche i paracadutisti dell'ANPDI di Parma, accorsi numerosi con il loro Labaro, hanno testimoniato la vicinanza dei baschi
amaranto in congedo. Un coro di cicale, che ha accompagnato in sottofondo la funzione, ha reso ancora più struggente e quasi irreale questa tristissima mattina richiamando alla memoria le tante Messe estive a cui sicuramente Silvio aveva assistito da ragazzo, in campagna, a pochi passi da casa, come oggi, sullo stesso Sagrato, all'ombra dei pioppi. Dalla gioia al dolore, dalla Casa nativa alla Bara .