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Mons. Cavalli Giuseppe Maria Albino

San Secondo 15 settembre 1804-San Secondo Parmense 28 dicembre 1892
Figlio di Antonio e Chiara Cavalli. Studiò prima nel Seminario di Borgo San Donnino, dove il 5 giugno 1819 gli fu conferita la prima tonsura dal vescovo Luigi Sanvitale. Poi proseguì e terminò gli studi teologici nel Seminario di Parma, dove gli furono conferiti, dal vescovo di Parma Carlo Francesco Caselli, tutti i vari ordini: il 20 dicembre 1823 i primi due ordini minori, il 12 dicembre 1824 gli ultimi due ordini minori, il 17 dicembre 1825 il suddiaconato, il 23 dicembre 1826 il diaconato e, finalmente, il 30 marzo 1827 il presbiteriato. Fin dai primi anni del suo sacerdozio divenne famoso per la sua predicazione, tanto che fu ben presto chiamato a predicare non solo in località della Diocesi parmense (Sorbolo, Noceto, Monastero delle Cappuccine a Parma), ma anche in quelle di diocesi vicine (Pieve Ottoville, Sant’Ilario, Busseto, Viadana). Nel 1837 fu nominato alla Prebenda Ilariana nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Ritornato a Parma dopo appena tre mesi, divenne archivista del Consorzio della Basilica Cattedrale. Nel 1838 la duchessa Maria Luigia d’Austria lo nominò, ad appena 34 anni, Cappellano di Corte. Maria Luigia d’Austria stessa il 1° febbraio 1845, dopo aver manifestato la sua soddisfazione Sovrana pel modo lodevole con cui ha disimpegnato l’ufficio suo durante tutto il tempo che ha fatto parte del Personale della Cappella Ducale di Parma, accettò le dimissioni che il Cavalli, chiamato a svolgere la sua opera pastorale altrove, aveva presentato il 23 gennaio dello stesso anno. Negli anni in cui il Cavalli prestò servizio presso la Cappella Ducale, meritano attenzione due fatti significativi, anch’essi testimoni della stima che egli già godeva negli ambienti ecclesiastici e civili. Nel 1842, infatti, dietro esplicito invito del Magistrato degli Studi del Ducato, fu nominato Prefetto alla Pietà delle Scuole Secondarie della città di Parma. Nel 1844, gli fu rilasciato un passaporto con cui poté recarsi, per suoi affari particolari, a Genova, appartenente al Regno di Sardegna, e a Milano e Venezia, entrambe sotto il dominio dell’Impero d’Austria. Il 28 febbraio 1845, su espressa richiesta di Pier Grisologo Basetti, vescovo di Borgo San Donnino, fu nominato Vicario generale della suddetta diocesi. Dopo otto anni, il 5 settembre 1853, venne nominato Prevosto di San Secondo dal duca di Parma Carlo di Borbone. Esercitò per quasi quarant’anni la cura pastorale nella sua terra natale con senso di grande prudenza, carità e profondità di studio. Si diede con zelo al restauro degli edifici sacri cadenti, come l’Oratorio di San Genesio, l’antica chiesa plebana costruita prima del Mille. Si deve proprio alla sua volontà tenace se non andò completamente demolita la chiesa di San Genesio. Infatti il suo predecessore, Marco Zanelli, aveva progettato una cappelletta con i ruderi di San Genesio, a ricordo della preesistente chiesa plebana. Il Cavalli invece fece iniziare i lavori di restauro nella primavera del 1854, l’anno seguente alla sua nomina, e riuscì a riaprirla al culto il 26 maggio dello stesso anno, festa della Madonna di Caravaggio, con una solenne processione colla quale furono riportate le statue di San Genesio e della Madonna di Caravaggio dall’oratorio della Madonna del Serraglio all’antica pieve restaurata. Nella chiesa collegiata fece allargare e rinnovare la vecchia sagrestia, dotandola, al primo piano, di un’ampia sala per le riunioni dell’opera parrocchiale e come sede degli armadi per la custodia dei libri parrocchiali e degli armadi sacri. Nel 1858 fece installare entro la torre della chiesa il nuovo orologio, opera dell’artista milanese Paolo Giovanni Frassoni, facendo collocare sul frontone della facciata della chiesa il quadrante dotato di illuminazione notturna. Infine nel 1864 rifece completamente la facciata della chiesa collegiata su progetto del professore di architettura dell’Accademia di Belle Arti di Parma Pancrazio Soncini, facendo collocare sulla medesima le statue dei due patroni San Secondo e San Genesio, opera dello scultore parmigiano Romanelli. Durante la sua permanenza a San Secondo, ebbe il merito di svolgere con oculatezza un duplice compito, atto a conservare e valorizzare il patrimonio culturale locale. Da una parte, infatti, riordinò il vecchio archivio parrocchiale in 60 volumi, nei quali è conservata una miniera di documenti, dati e notizie indispensabili per chiunque voglia approfondire la storia di San Secondo, d’altra parte, questa stessa storia, la stese personalmente in un manoscritto di quasi 500 pagine. Durante il periodo in cui si diffuse l’epidemia di colera nel 1855, svolse opera di grande carità presso i più di duecento colpiti dal terribile morbo e proprio per questo Sua Altezza Reale l’Augusta nostra Signora Luisa Maria di Borbone, reggente per il Duca Roberto I, volendo ricompensare con adeguate dimostrazioni di onore i benemeriti per azioni di carità e coraggio che si distinsero nella funesta invasione del morbo asiatico nel 1855, fece dono al Cavalli di una medaglia in argento. Nel campo dell’istruzione, il Cavalli si rese benemerito, come già lo era stato a Parma, anche a San Secondo, soprattutto per lo zelo costante e proficuo dimostrato nella carica di Soprintendente delle scuole comunali e per la gratuita istruzione da lui impartita ai giovani più predisposti agli studi, avviandoli così agli studi superiori. Nel 1851, essendo il Cavalli anche Vicario generale della Diocesi di Guastalla, richiesto il suo parere sulla legge del matrimonio civile, rispose al ministro Cassinis con un memoriale così eloquente che lo stesso Ministro disse: Finché io sia al potere tale legge non passerà, e fece nominare il Cavalli Ufficiale dei Santi Maurizio e Lazzaro. Durante il Sinodo diocesano parmense indetto da Domenico Maria Villa, vescovo di Parma, il 3, 4 e 5 ottobre 1878, il Cavalli fu incaricato dal Vescovo di pronunciare la terza allocuzione sinodale in latino. Egli si scusò davanti al clero di non poter leggere, per mancanza di vista, e la recitò tutta a memoria tra l’ammirazione generale. In quell’occasione passò in rassegna i vari uffici del sacerdote cattolico, i suoi doveri, i suoi ministri e in particolare sottolineò la necessità di una grande cura del catechismo dei fanciulli. Il 18 dicembre 1880 fu anche nominato Dottore onorario di teologia. I motivi di una tale scelta da parte dell’Almo Collegio Teologico di Parma, si trovano citati nell’atto di nomina: l’eminente dottrina nelle sacre discipline, la specchiata probità di Vostra Signoria, e il vivo desiderio che l’Almo Collegio ha di potere quandocchessia insignirla della Laurea Dottorale, e quindi annoverarla tra i membri effettivi del medesimo.


FONTI E BIBL.: A. Pariset, Dizionario biografico, 1905, 28-30; I. Dall’Aglio, Seminari di Parma, 1958, 161-162; D. Soresina, Enciclopedia diocesana fidentina, III, 1978, 1291; San Secondo, 1982, 67-70.