di nascita,  d'adozione o per caso

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BAGLIONI SILVIO  

 

Primo Maresciallo - Medaglia d'argento al valor militare.

S.Secondo - + Bolzano- Val Gardelna -2-8-2013

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BALESTRAZZI GIUSEPPE
Parma 1874-1901
Fu canonico della collegiata di San Secondo e insegnante nel seminario di Parma.

FONTI E BIBL.: F. da Mareto, Bibliografia, I, 1973, 34.

 

 

BANDINI VINCENZO
San Secondo 1836-post 1866
Fratello del medico Raffaele. Si laureò in legge e a guerra conclusa si specializzò e divenne notaio di San Secondo. Il Bandini fece parte del gruppo che partì dalla stazione di Parma con l’Abba il mattino del 4 maggio 1860: è lecito pensare che egli sia stato compreso nel gruppo dei ventisette Parmigiani della colonna Zambianchi, forse proprio a sua richiesta, per seguire la sorte del fratello e condividere con lui l’onore di far parte dell’avanguardia garibaldina. Avvalora questa supposizione il fatto che di lui si hanno sicure e lusinghiere notizie soltanto durante il periodo delle operazioni svoltesi in Campania, col 3o Reggimento Volontari della 18a Divisione di Nino Bixio. Per il suo valoroso comportamento durante la battaglia del Volturno venne, da semplice camicia rossa, nominato ufficiale, come si rileva dal Decreto n. 1120 del Ministero della Guerra: Per Decreto del Generale Dittatore dell’Italia Meridionale della data degli otto andante mese ella è nominata Luogotenente di Fanteria nella 2a Brigata 18a Divisione per essersi distinto nel fatto d’armi di Villa Guabrieri il 1o corrente. E io glielo comunico per sua opportuna norma. Napoli, 12 ottobre 1860. Il Ministro: Cosenz. Che fosse stata veramente commendevole la condotta del Bandini in quella gloriosa giornata, ne dà conferma quest’altro documento ministeriale (al numero d’ordine 11216): Per determinazione di S.M. il Re in data 12 giugno 1861, il Luogotenente del corpo Volontari dell’Italia Meridionale Bandini Vincenzo per essersi distinto nel combattimento del 1° ottobre 1860 è stato dichiarato meritevole di Menzione Onorevole. Se ne rilascia al medesimo il presente certificato. Nel 1864 fu segnalato al Ministero dell’Interno quale fervente repubblicano. Nel 1866 egli rivestì ancora la camicia rossa dei garibaldini: con disposizione emanata a Firenze il 31 maggio, il ministro Di Pettinengo, a norma dell’articolo 5 del Reale Decreto del giorno 6 di quel mese, relativo alla formazione dei Corpi Volontari Italiani, accolse la domanda di arruolamento presentata dal Bandini e lo nominò al grado di Luogotenente nel 10° Reggimento Volontari Italiani colle competenze dovute al suo grado a far tempo dal giorno della sua presentazione al Corpo. Anche in questa guerra egli si comportò lodevolmente ed ebbe la piena fiducia dei superiori, i quali vollero dargli, a riconoscimento dei suoi meriti, un compito di grande responsabilità. Ciò risulta ufficialmente dal seguente dispaccio ministeriale diretto il 17 ottobre allo stesso Bandini per sua conoscenza: Sulla proposta del Comandante del 10o Reggimento Volontari Italiani questo Ministero avendo in data 13 luglio 1866 approvata la nomina del signor Bandini Vincenzo Luogotenente alla carica di Aiutante Maggiore in 2a nel detto Reggimento, ne rilascia la presente dichiarazione al predetto Uffiziale come titolo di sua nomina.

FONTI E BIBL.: M. Mora, in Gazzetta di Parma 7 novembre 1960, 3; P. D’Angiolini, Ministero dell’Interno, 1964, 30.

 

 

BARBIERI ETTORE
Langhirano  25-01-1915  - S.Secondo Parmense 13-11-2011

 

BARILLI GAIO
Parma 29 ottobre 1902-Parma 29 novembre 1964
Figlio dello storico, letterato e poeta parmense Arnaldo. Si laureò in medicina e chirurgia nel 1926 ed esercitò la professione di medico condotto prima a Lagrimone poi a Zibello fino al 1938 e da ultimo a San Secondo Parmense, ove risiedette per venticinque anni fino al 1963. Costretto da un male inesorabile ad abbandonare la sua professione, da ultimo si rifugiò a Parma. Il Barilli fu invitato numerose volte a tenere conferenze nei circoli culturali dei paesi e delle frazioni vicino a San Secondo Parmense. Conferenze serali per adulti, sui più svariati argomenti: medicina, storia, scacchi, ma particolarmente sulla poesia dialettale parmense, con cenni biografici sui poeti e lettura delle poesie. Parlatore convincente e appassionato, nel 1957, tanto al Rotary Club quanto alla Famija Pramzana, sostenne acutamente e fervorosamente la tesi paterna (l’opera dedicata dal padre all’Allegoria della Camera di San Paolo era stata oggetto di sarcasmo in una importante pubblicazione dedicata al Correggio), riscuotendo consensi lusinghieri.

FONTI E BIBL.: G.C., in Parma nell’Arte 2 1965, 138.

 

BERNARDELLI EVERALDO

Nato a San Secondo il 5 giugno 1880. Morto a Parma il 7 maggio 1959

Al Conservatorio di Parma studiò organo con Arnaldo Galliera e composizione con Dacci e Azzoni, diplomandosi poi in pianoforte all'Accademia Filarmonica di Bologna. Si dedicò all'insegnamento del pianoforte e del canto, per specializzarsi presto nella direzione di cori, attività in cui lo troviamo per la prima volta nel gen. 1913 al Teatro Mastroienni di Messina. A Parma fu il direttore della Corale Verdi in occasione delle celebrazioni verdiani, successore di Eraclio Gerbella: al concorso corale si classificò al II posto e portò poi la Corale a ottenere affermazioni in altri concorsi. Ebbe una buona carriera che lo vide con i maggiori direttori d'orchestra: Campanini, Zandonai, Serafin, Guarnieri, e fu attivo nel 1953 sui maggiori palcoscenici d'Italia (negli anni della prima guerra diresse i cori degli spettacoli al Teatro Reinach di Parma; fu ad Ancona, Teatro delle Muse, 1919, 1920, 1924, 1925; Pistoia, Teatro Manzoni, 1931, 1932, 1933, 1934) e all'estero (Belgio, Egitto, Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, Sud America) e fu presidente di scuole corali a Pesaro, Pistoia, Casalmaggiore. Quando non poté più reggere le fatiche del palcoscenico, si dedicò all'insegnamento privato del canto.
Compose una Suite a 4 tempi; un Preludio per grande orchestra; sonate per violino e pianoforte; romanze per canto e pianoforte.

BIBLIOGRAFIA: Alcari; Bagnacavallo; Grundy; Pistoia; Salvarani; S. Secondo (pp. 59-60).

 

 

 

BERNINI FERDINANDO

 

BOCCHI VINCENZO

San Secondo Parmense 9 gennaio 1921; + 31 dicembre 1974

Maestro elementare dapprima a Pugnetolo e Signatico, sull’Appennino parmense, poi a San Secondo. tanti sono stati i suoi allievi e tutti hanno trovato in lui, non solo un maestro dolce e paziente, ma anche un amico sempre disponibile ad ascoltare e dare consigli. I suoi scolari di un tempo sono poi diventati  i suoi amici nell’età adulta. Questo significa che Vincenzo ha saputo trasmettere, oltre alle nozioni scolastiche, quei valori e quei concetti fondamentali che accompagnano per sempre e che possono cambiare la qualità stessa della vita. La pittura è stata la sua passione. La sua giornata era scandita da due impegni: l’insegnamento, in mattinata, e la pittura nel pomeriggio. Lo studio lo aveva ricavato dal solaio di casa, con una finestra verso la campagna. E proprio il mutare delle stagioni, i colori dei campi, dei fiori, del cielo erano i colori della sua tavolozza; gli spunti per i suoi quadri erano gli alberi, le case, le chiese, i castelli del parmense e l’immancabile rocca di San Secondo.

La sua pittura ha scandito la sua vita semplice, chiara, allegra fulgida poi, con il sopraggiungere della malattia, cupa e tormentata.  Fonte: www.cortedeirossi.it

 

BOCCHIA DEMETRIO

 

BOCCHIA ETTORE

San Secondo Parmense, 1965

Cuoco italiano considerato, con Davide Cassi, il fondatore della gastronomia molecolare italiana.

Si diploma all'Istituto Professionale Alberghiero di Salsomaggiore Terme nel 1983, dopo aver già lavorato in cucina per cinque anni. Dopo diverse esperienze all'estero, nel 1993 entra al servizio del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio come executive chef dei due ristoranti Mistral e La Goletta.

Nel 2002 crea il primo menù italiano di cucina molecolare grazie agli studi fatti in collaborazione con il fisico Davide Cassi docente di Fisica della Materia all'Università di Parma. Nel 2004 ottiene la sua prima stella della Guida Michelin e nel 2005 il Gambero Rosso definisce la sua una delle migliori 20 cucine italiane. Nel 2006 diventa consulente per Costa Crociere come Corporate Chef Ricerca e Sviluppo. Ettore Bocchia è colui che per primo ha portato in cucina l'uso dell'azoto liquido ormai universalmente usato da chefs di tutto il mondo.

 

 

 

BOCCHIA MARIO
San Secondo Parmense 11 novembre 1884- Parma 5 luglio 1952
Oboista. Figlio di Demetrio. Ottenuta una borsa di studio fu allievo interno al Conservatorio di musica di Parma sotto La guida del maestro De Stefani. Si diplomò nel 1902 In quegli anni  furono allievi insigni Pizzetti, Campanini, Mugnone e Toscanini.

Partecipò a importanti orchestre in Italia (Teatro  Regio di Parma, La Fenice di Venezia  e il Teatro alla Scala di Milano) e all'estero (Londra, Berlino, Parigi, Buenos Aires(Colon), Rio de Janeiro, Egitto). Combatté nella prima guerra mondiale  nella Brigata Piacenza del 3° Corpo d’Armata. Compose una marcia militare per il suo reggimento. Dichiarato invalido di guerra, gli fu conferito il grado di Maggiore  del ruolo d’onore. Nel dopoguerra fu titolare di una fabbrica di "legni" ed insegnante presso il Liceo Musicale parificato di Cagliari dal 1930, e presso il conservatorio Arrigo Boito di Parma. Ebbe come allievi sansecondini Ermes Armenzoni, Agostino Chiappero ed Ernani Longari, Anastasio del Bono.
FONTI E BIBL.: B. Molossi, Dizionario Biografico, 1957, 31; C. Alcari, Parma nella musica, 1931, 31; San Secondo, 1982, 60; K. Golini, in Gazzetta di Parma 22 maggio 1991.

Sig. Angelo Bocchia.

 

BOLSI FRANCESCO
Parma 1648/1661
Fu attuario di San Secondo nel 1648. Nel 1652 fu podestà di Montechiarugolo. Nel 1655 fu inquisitore per la seta e nel 1661
podestà di Parma.
FONTI E BIBL.: V. Spreti, Enciclopedia storico nobiliare, Appedice 1, 1935, 381

 

BONATI CARLO

 

Carlo Bonati, pensionato sansecondino e celebre per le sue performance canore all’interno della Rocca dei Rossi, ex saldatore, da sempre ha una grande passione per il canto lirico. Una passione talmente grande che lo ha portato a diventare, come lui stesso si definisce, un «tenore autodidatta ». Conosce e memoria innumerevoli romanze e, da anni, si reca quotidianamente nella Rocca dei Rossi accogliendo turisti e visitatori a suon di brani lir

ici. Un vero e proprio servizio, che rende al paese, coniugando il suo amore per il canto a quello per il paese. Ogni volta riceve il plauso dei tanti visitatori che si recano alla scoperta del maniero dei Rossi, sempre sorpresi di ricevere questa speciale ed inattesa sorpresa. Da parte sua, il «tenore del castello » (come ormai da tutti viene definito), con la sua grande disponibilità e, soprattutto, con la sua profonda umiltà non chiede nulla di particolare. Gli basta essere ascoltato; se poi arrivano anche i complimenti e gli applausi esprime tutta la sua felicità. Caratterizzato da una particolare bontà d’animo, grazie a questa sua passione, è più volte finito al centro di qualche servizio giornalistico ed ora è addirittura approdato sul celebre sito YouTube dove si presenta proprio come «il tenore autodidatta del castello, ex saldatore » e si esibisce in uno dei suoi «pezzi forti», vale a dire il brano «Che gelida manina» da «La Bohème» di Giacomo Puccini. Per lui, riuscito anche ad ammaestrare casualmente una tortora, una bella soddisfazione: l’occasione di poter condividere di fatto con tutto il mondo la sua grande passione.
Video 1  ; video 2

 

BRAGADINI GUIDO
Stagno Lombardo 22 agosto 1892-Pieve d’Olmi 13 febbraio 1950
Si trasferì con la famiglia a San Secondo Parmense in tenera età. A diciotto anni entrò nell’Istituto di Belle Arti di Parma. La guerra 1915-1918 lo costrinse al momentaneo abbandono degli studi che riprese nel 1919. Si diplomò nel febbraio 1921, sotto la guida di Paolo Baratta, ottenendo il massimo dei voti e un viaggio premio all’estero quale migliore conoscitore della figura. Nel biennio 1921-1922 frequentò l’Accademia d’Arte a Roma specializzandosi nello studio della figura. Di San Secondo aspirò quell’aria prettamente padana, spessa di luce e riflessi, di atmosfera e naturalismo, che fu alla base di tutta la sua opera. Successivamente si trasferì a Pieve d’Olmi lavorando con appassionata e ininterrotta volontà fino al 1940, anno in cui avvertì i primi segni della malattia che gli fu fatale dieci anni dopo.
FONTI E BIBL.: San Secondo, 1982, 50.

 

BRIANTI ALBERTA

San Secondo parmense 5 aprile 1980

Al momento non ha vinto titoli in singolo nel circuito WTA. Nel circuito ITF vanta 8 vittorie in singolare e 10 in doppio. Nelle prove del Grande Slam ha giocato nel 2007 il 1° turno del tabellone principale in tutti e quattro i tornei. La sua posizione più alta in classifica WTA è stata la 67a, raggiunta nel settembre del 2009.

Nel 2009, ripartendo dalla 173ª posizione, si è resa protagonista di una buona stagione, in cui è risalita tra le migliori 100 del mondo attraverso diversi bei risultati. Tra questi, spicca la semifinale a Portorose, in cui si arrende a Dinara Safina. È inoltre in grado, a gennaio, di superare per la prima volta il primo turno agli Australian Open, impresa ancora più importante se si considera che era partita dalle qualificazioni. A settembre raggiunge la prima finale della sua carriera nel torneo di Guangzhou, in Cina, che perde contro l'israeliana Shahar Peer 6-3 6-4[

Si allena con Matteo Cecchetti e Laura Golarsa ed attualmente risiede a Milano.

 

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BURATTI DON LEOPOLDO

03/02/1886 - 27/12/1948 Sacerdote, Cappellano militare. Fu  principale promotore di tutte le iniziative che si intraprendevano nel paese e nella sua abitazione si riunivano tutti i ragazzi della parrocchia per giocare.  E' stato insignito del Premio San Secondo alla memoria nel 2006.